Lo zenit è l’intersezione della perpendicolare al piano dell’orizzonte, passante per l’osservatore, con la superficie dell’emisfero celeste visibile

sabato 25 agosto 2012

20 anni fa, Vijećnica


Quando lo scorso febbraio ho organizzato la serata "La cotogna di Istanbul: il profumo del ricordo", ho scelto per l'invito l’immagine della biblioteca Nazionale di Sarajevo per due motivi. Innanzitutto perché si tratta di una biblioteca, ed è quindi il luogo per eccellenza dove vengono custoditi e protetti i libri, e “La cotogna di Istanbul” (Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2010) è un libro. In secondo luogo, volevo riportare alla memoria il fatto che questa biblioteca, Vijećnica, è stata bombardata ed incendiata il 25 agosto 1992, durante il conflitto in Bosnia Erzegovina.

lunedì 13 agosto 2012

Non avrei calpestato quel prato

A una ventina di chilometri da Praga, si può visitare un prato.
È un prato verde, che sorvola colline e ospita querce.


Su questo prato verde, fino al 10 giugno 1942, esisteva un villaggio, Lidice si chiamava. C'erano case, donne, bambini, uomini, anime, oggetti, animali: c'era la vita.

martedì 10 luglio 2012

Cinquecentodiciannove

Domani è l'11 luglio.
Cinquecentodiciannove nomi echeggeranno nel silenzio di Srebrenica.
Cinquecentodiciannove date di nascita.
Una unica data di morte.
Domani è il giorno in cui cinquecentodiciannove famiglie potranno iniziare la loro rielaborazione del lutto a distanza di diciotto anni dal genocidio.
Domani è il giorno in cui cinquecentodiciannove anime torneranno alla terra, in modo dignitoso e umano.

martedì 3 luglio 2012

L'arbitro

Il sito dell'Osservatorio Balcani e Caucaso pubblica oggi un'intervista al poeta bosniaco Abdulah Sidran intitolato "L'anima di Sarajevo": «Dobbiamo ricordare che la Sarajevo di oggi è il risultato di un grande male, di un'immensa violenza perpetrata ai danni della nostra patria. - spiega Sidran - Questa violenza non è stata prodotta da un'entità astratta venuta dallo spazio, ma dai nostri vicini di Oriente e in parte di Occidente. La comunità internazionale ha guardato questa violenza con indifferenza per 4, 5 anni. A Sarajevo, oggi, non funziona nulla. Di questo, però, i sarajevesi sono i meno responsabili.» Chi sono i responsabili? «Io credo che la comunità internazionale porti sulle spalle grandi colpe. Si comporta da osservatrice di una partita di calcio, come se non sapesse che qui bisogna arbitrare, non stare a guardare. La gente di Sarajevo non ha alcuna responsabilità per la distruzione che si è abbattuta su di lei, sul multiculturalismo della Bosnia Erzegovina. I responsabili sono gli aggressori e la comunità internazionale che ha premiato l'aggressore concedendogli le basi di diritto per creare la cosiddetta Republika Srpska. Questa è la cosa più importante che è necessario l'Europa sappia.» Cosa può cambiare, 20 anni dopo? «La cosa più importante è dire che oggi la comunità internazionale qui è diventata superflua e insolente, con la sua politica di osservazione... La frase che ripete all'infinito è: "Voi dovete mettervi d'accordo". Pretende di

mercoledì 20 giugno 2012

La bolla di sapone

Lo scorso fine settimana sono andata alla festa "la Repubblica delle idee" a Bologna: quattro giorni dedicati alle firme di questo quotidiano nazionale.
Mi piaceva pensare di dare un volto e una voce a fiumi di parole letti in tutti questi anni.

Sono state giornate in cui ho potuto conoscere ancora meglio il mestiere del giornalista attraverso le varie esperienze quotidiane narrate: semmai un giorno (ma quando mai...?!) potrò vivere scrivendo articoli giornalistici, le "lezioni" che ho seguito a Bologna mi torneranno sicuramente utili.
Per tre giorni, quindi mi sono ossigenata il cervello e le orecchie da un mare di cretinate che purtroppo leggo sempre più spesso un po' qua e un po' là. Sono tornata a casa come se fossi avvolta in una bolla di sapone, ho pubblicato tutta contenta un po' di foto su fb e ho iniziato a scrivere qualcosa (mai pubblicata) anche per questo blog.

La bolla è scoppiata lunedì pomeriggio, quando sono stata riportata alla precaria realtà quotidiana da un comunicato stampa dell'Assostampa FVG

domenica 3 giugno 2012

Una serata oltre con Erica Mou

Ieri sera Erica Mou mi ha incantato. Ospite della rassegna cormonese "Jazz and wine of peace sconfinando", Erica mi ha ipnotizzato per un'ora e mezza con la sua voce, il suo sorriso pulito, il suo padroneggiare la musica e i suoni, le sue parole fuori dal rigo. Veramente un piacere per l'udito e la vista.


giovedì 24 maggio 2012

Stand-by

Dopo un vuoto temporale di qualche settimana, torno qua.
Il vuoto è stato causato da un blocco emotivo: dopo il viaggio a Dubrovnik e Mostar, la mia mente era rimasta là.
Ora è rientrata, ma che fatica.


lunedì 7 maggio 2012

Consegna del Premio Terzani

Sabato scorso, la cerimonia di consegna del Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani è stata una serata veramente da silenzio rispettoso e pensieri lunghi.
Parole, immagini, suoni, musiche, battiti.
Grazie all'organizzazione di vicino/lontano che ha pensato e saputo unire quei volti, quelle voci e quelle note.

giovedì 26 aprile 2012

Da Neum a Neum

Su "Il Piccolo" di ieri ho trovato questo articolo a firma di Andrea Marsanich: Neum è l'unica città della Bosnia Erzegovina che si affaccia sull'Adriatico. Questo territorio, che bacia il mare per qualche chilometro, divide in due parti la costa croata, e in estate si formano lunghe code di turisti che vogliono attraversarlo per raggiungere l'altra parte croata.
A quanto pare la prossima settimana i due Stati troveranno un accordo che permetterà di costruire un'autostrada senza valichi di confine che attraversi il territorio della Bosnia Erzegovina a ridosso della città di Neum, e che completerà l'autostrada che collegherà (a questo punto direttamente) Zagabria a Dubrovnik.
Se fossi nel governo di Sarajevo, lascerei la strada attuale e le farei compiere una deviazione nell'interno dell'Erzegovina..

(Da notare la foto di Dubrovnik, e non di Neum)

mercoledì 25 aprile 2012

Ho camminato in punta di piedi

Il 25 aprile è una giornata importante. Invece di onorare il significato di questa festa, invece di investire parole ed energie per rispettare il valore di questo giorno e cercare di trasmetterne il significato ai giovani e ai più piccoli, anche oggi ho sentito e letto inutili polemiche fondate sul nulla e sul desiderio di potere.
Sterili voci perse nell'aria a echeggiare solamente nella loro vacuità.

lunedì 23 aprile 2012

Il silenzio richiedeva silenzio

Venerdì sera ho partecipato alla presentazione del libro di Stefano Malatesta "Le pescatrice del Platani" (Neri Pozza Editore, 2011 Vicenza) presso le sale dell'Abbazia di Rosazzo, a Manzano.


L'abbazia continua a mantenere vivo il suo fascino, anche sotto la pioggia.
Ricordo anni fa, mi ero recata in abbazia alle 8 di mattina per una intervista: faceva freddo, si respirava un'aria pungente, il silenzio richiedeva silenzio e la visuale era nitida fino oltre il mare.