Domani è l'11 luglio.
Cinquecentodiciannove nomi echeggeranno nel silenzio di Srebrenica.
Cinquecentodiciannove date di nascita.
Una unica data di morte.
Domani è il giorno in cui cinquecentodiciannove famiglie potranno iniziare la loro rielaborazione del lutto a distanza di diciotto anni dal genocidio.
Domani è il giorno in cui cinquecentodiciannove anime torneranno alla terra, in modo dignitoso e umano.
La Comunicazione Scrittiva è un intreccio preciso fra le componenti essenziali di una comunicazione a mio avviso efficace, ovvero la comunicazione visiva, la comunicazione creativa e la scrittura. Il messaggio comunicativo deve essere chiaro, e possibilmente geniale, per questo ci vuole fantasia e creatività. Infine, deve possedere una componente fortemente visiva, che aiuterà a ricordarlo. Alla somma di queste tre caratteristiche ho dato il nome proprio “Zenit”.
Lo zenit è l’intersezione della perpendicolare al piano dell’orizzonte, passante per l’osservatore, con la superficie dell’emisfero celeste visibile
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martedì 10 luglio 2012
domenica 15 aprile 2012
E tutti noi dobbiamo rimanere in silenzio
Su "Il Piccolo" di ieri ho letto un articolo (reperibile anche sul sito del quotidiano).
Si legge «L’Onu gode della più ampia immunità possibile e non può essere trascinata davanti a un tribunale nazionale» e ancora «l’Onu beneficia di un’immunità direttamente collegata alle sue funzioni di rafforzamento della pace e della sicurezza nel mondo».
Con questa motivazione, la Corte suprema olandese ha rigettato venerdì l’istanza dell'’organizzazione "Madri di Srebrenica" che rappresenta 6mila sopravvissuti al genocidio di Srebrenica, perpetrato nel luglio 1995.
Vi pubblico quanto ho scritto dopo il mio primo viaggio a Srebrenica nel luglio 2005:
Si legge «L’Onu gode della più ampia immunità possibile e non può essere trascinata davanti a un tribunale nazionale» e ancora «l’Onu beneficia di un’immunità direttamente collegata alle sue funzioni di rafforzamento della pace e della sicurezza nel mondo».
Con questa motivazione, la Corte suprema olandese ha rigettato venerdì l’istanza dell'’organizzazione "Madri di Srebrenica" che rappresenta 6mila sopravvissuti al genocidio di Srebrenica, perpetrato nel luglio 1995.
Vi pubblico quanto ho scritto dopo il mio primo viaggio a Srebrenica nel luglio 2005:
Srebrenica, 9 luglio 2005
Mi sento profondamente debole, e inutile. Osservo i giornalisti, che come iene si stanno posizionando aspettando il momento adatto per attaccare. Che rabbia.
Mentre attendiamo l’arrivo delle bare, Teufik, accanto alla tomba del padre, ci sta raccontando come si è svolto il funerale, tre anni prima. Teufik ha solo due anni meno di me, nel 1995 ne aveva 13, forse per questo si è salvato: quel giorno furono sequestrati tutti gli uomini musulmani dai 15 anni in su.
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